Dichiarazione di successione: entro quanto tempo va fatta e cosa si rischia se si ritarda.
La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale obbligatorio che gli eredi devono compiere per comunicare all’Agenzia delle Entrate il subentro nel patrimonio del defunto. È un passaggio necessario per sbloccare il denaro intestato al de cuius e trasferire le proprietà immobiliari agli eredi.
Entro quanto tempo va fatta la dichiarazione di successione?
Il termine perentorio per presentare la dichiarazione di successione è di 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide solitamente con il giorno del decesso del de cuius. Decorso tale termine l’omessa dichiarazione di successione comporta sanzioni. Il termine è fissato dall’articolo 31 del D. Lgs. 346/1990 (cosiddetto “Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni”), che al primo comma stabilisce:
1. La dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione.
Le eccezioni al termine dei 12 mesi
- Rinuncia all’eredità: Se un chiamato rinuncia, il termine per gli altri decorre dalla data della rinuncia o dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta l’eredità.
- Accettazione con beneficio d’inventario: Il termine decorre dalla scadenza del termine per la formazione dell’inventario.
Cosa si rischia in caso di ritardo o omissione?
Il mancato rispetto della scadenza dei 12 mesi comporta l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie piuttosto onerose da parte dell’Agenzia delle Entrate:
- Sanzioni pecuniarie: Pari al 120% dell’imposta dovuta. In assenza di imposta da versare, la sanzione fissa varia da 250€ a 1.000€. Statuzione stabilita dall’articolo 50 del D. Lgs. 346/1990:
1. Chi omette di presentare la dichiarazione della successione, quella sostitutiva o la dichiarazione integrativa è punito con la sanzione amministrativa pari al centoventi per cento dell’imposta liquidata o riliquidata d’ufficio. Se non è dovuta imposta si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 1.000. Se la dichiarazione è presentata con un ritardo non superiore a trenta giorni, si applica la sanzione amministrativa del quarantacinque per cento dell’ammontare dell’imposta liquidata o riliquidata dall’ufficio. Se non è dovuta imposta si applica la sanzione amministrativa da euro 150 a euro 500.
- Blocco dei conti correnti: Senza la presentazione della successione, gli istituti di credito non sono autorizzati a sbloccare i rapporti finanziari intestati al defunto.
- Impossibilità di vendita: Non è possibile procedere alla compravendita o alla donazione di immobili ereditati senza aver prima regolarizzato la successione e le relative volture catastali.
Il Ravvedimento Operoso
Se il termine dei 12 mesi è già trascorso, è possibile sanare la violazione tramite il ravvedimento operoso. Questo istituto permette di ridurre sensibilmente le sanzioni, a condizione che l’Agenzia delle Entrate non abbia ancora iniziato un’attività di accertamento formale.
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